Pensa alle scelte in termine di "investimento": un prezzo non è alto o basso in assoluto.
Un pacchetto di sigarette non è una spesa esorbitante, ma è un pessimo investimento per la tua salute.
Per contro, un buon corso d'inglese può costare diverse migliaia di euro, ma essere considerato economico se può migliorare la tua posizione lavorativa e fruttarti uno stipendio maggiore.
Passo successivo: applica la stessa strategia alle scelte.
Ogni scelta della tua vita - anche la più limitata - ha un prezzo e delle conseguenze a lungo termine.
Quando ti troverai di fronte alla prossima decisione, chiediti se è un buon investimento.
Una guida alla crescita e al miglioramento personale.
giovedì 26 gennaio 2012
mercoledì 25 gennaio 2012
Rilassati
Hai la pressione alta, sei teso, agitato, arrabbiato?
Sorridi e rilassati.
Non c'è niente che valga come la tua salute: stress e emozioni negative fanno male fisicamente.
Perché non mandare tutto al diavolo e sentirsi meglio?
Osserva l'importanza relativa che hanno le cose se paragonate alla tua salute.
Impara a rilassarti: respira profondamente e concentrati su ciascuna parte del tuo corpo rilasciando la tensione nervosa.
Sorridi e rilassati.
Non c'è niente che valga come la tua salute: stress e emozioni negative fanno male fisicamente.
Perché non mandare tutto al diavolo e sentirsi meglio?
Osserva l'importanza relativa che hanno le cose se paragonate alla tua salute.
Impara a rilassarti: respira profondamente e concentrati su ciascuna parte del tuo corpo rilasciando la tensione nervosa.
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martedì 24 gennaio 2012
Superare la concorrenza
Hai un'attività commerciale?
Allora ci sono buone probabilità che la concorrenza sia fortissima.
Sei in grado di mantenere i tuoi clienti?
Il passaparola è positivo?
I tuoi clienti ti fanno una buona pubblicità?
E' sufficiente anche un solo cliente scontento per rovinarti il mercato.
Al giorno d'oggi la maggior parte dei negozi non è indispensabile: cosa impedisce ai tuoi clienti di rivolgersi ai centri commerciali?
Pizzerie e ristoranti non si contano: cosa impedisce ai tuoi avventori di passare alla pizzeria all'angolo?
Dai qualcosa in più: fai in modo che da te possano trovare qualcosa che non possono avere negli altri posti. La competenza, la qualità, il tuo tempo, un sorriso.
Questo è l'unico modo di sopravvivere.
Allora ci sono buone probabilità che la concorrenza sia fortissima.
Sei in grado di mantenere i tuoi clienti?
Il passaparola è positivo?
I tuoi clienti ti fanno una buona pubblicità?
E' sufficiente anche un solo cliente scontento per rovinarti il mercato.
Al giorno d'oggi la maggior parte dei negozi non è indispensabile: cosa impedisce ai tuoi clienti di rivolgersi ai centri commerciali?
Pizzerie e ristoranti non si contano: cosa impedisce ai tuoi avventori di passare alla pizzeria all'angolo?
Dai qualcosa in più: fai in modo che da te possano trovare qualcosa che non possono avere negli altri posti. La competenza, la qualità, il tuo tempo, un sorriso.
Questo è l'unico modo di sopravvivere.
lunedì 23 gennaio 2012
Lavoro meccanico e lavoro creativo
A scuola per me scrivere era una vera tortura: ero brillante in matematica e nelle materie scientifiche, ma in seria difficoltà quando mi trovavo alle prese con i temi.
Non che i miei scritti risultassero mosci, anzi: spesso la mia produzione era originale e curata.
Però il pensiero di avere un tema da sviluppare, come compito a casa, mi agitava in maniera incomprensibile.
Anche oggi alcune attività sono in grado di mettermi in agitazione.
Ultimamente ci ho pensato con calma e sono giunto a questa conclusione: temo le attività creative con una scadenza.
Le attività meccaniche non mi preoccupano: di fronte ad un compito che so esattamente come eseguire, anche difficile, anche con una scadenza ravvicinata... mi impegno, corro e - solitamente - ce la faccio.
La sicurezza di avere una serie precisa di passi da seguire è impagabile: quando non bisogna inventarsi niente di nuovo, il lavoro può essere velocizzato (quasi) a piacere.
Le attività creative, invece, sono tutta un'altra storia: non sono processi garantiti e riproducibili.
Di fronte ad una scadenza di questo tipo, devo inventare qualcosa di nuovo in tempo. Ed è il panico.
Nel mio caso, il risultato è la procrastinazione. Se il compito richiede fantasia e ingegno, non riesco a mettermi subito a scrivere, o a pensare. Quando la scadenza è relativamente lontana mi convinco di avere tutto il tempo e - anzi - posso farmi venire idee mentre faccio dell'altro. Peccato che il più delle volte si tratti di una scusa per rimandare: credo si tratti di un meccanismo inconscio per dimenticarmi della preoccupazione della scadenza.
E anche quando in seguito ricavo un po' di tempo da dedicare esclusivamente a questa attività, mi preparo, dichiaro le mie intenzioni, mi metto comodo e... inizio a divagare! Controllo la casella email, le news, il feed reader... e finalmente mi ravvedo e scrivo qualche parola. Soddisfatto temporaneamente il mio senso del dovere, ritorno immediatamente a ricontrollare le news. E così via finché non esaurisco il tempo a disposizione.
Non è pigrizia: è paura a tutti gli effetti.
Paura di non riuscire ad inventarsi niente, di scoprirsi inadeguati, di non arrivare in tempo.
La procrastinazione è infatti il meccanismo di difesa del cervello, che cerca di posticipare gli eventi spiacevoli.
E' un peccato perché - a differenza di un secolo fa - ogni lavoro degno di questo nome oggi è creativo e non meccanico. Il successo lo ottiene chi fa qualcosa di diverso e non chi esegue più velocemente una serie di passaggi predefiniti.
Quindi vale sicuramente la pena di impegnarsi a superare questo limite per sfruttare al meglio le possibilità dei nostri tempi:
Come ho risolto?
Ci sto ancora lavorando, però ho già individuato alcune buone abitudini.
Innanzitutto imparare a consegnare.
Darsi un po' di tempo per eseguire il lavoro e, alla sua scadenza, consegnare. Non illudersi di avere un tempo infinito. Se anche avessi un mese di tempo, inizio subito e ci dedico due ore. Tra due ore consegno. Punto.
Se il lavoro è più articolato, posso invece decidere di dedicargli quotidianamente una quantità di tempo definita, ma ogni giorno devo avere un obiettivo e sforzarmi di raggiungerlo.
Non che i miei scritti risultassero mosci, anzi: spesso la mia produzione era originale e curata.
Però il pensiero di avere un tema da sviluppare, come compito a casa, mi agitava in maniera incomprensibile.
Anche oggi alcune attività sono in grado di mettermi in agitazione.
Ultimamente ci ho pensato con calma e sono giunto a questa conclusione: temo le attività creative con una scadenza.
Le attività meccaniche non mi preoccupano: di fronte ad un compito che so esattamente come eseguire, anche difficile, anche con una scadenza ravvicinata... mi impegno, corro e - solitamente - ce la faccio.
La sicurezza di avere una serie precisa di passi da seguire è impagabile: quando non bisogna inventarsi niente di nuovo, il lavoro può essere velocizzato (quasi) a piacere.
Le attività creative, invece, sono tutta un'altra storia: non sono processi garantiti e riproducibili.
Di fronte ad una scadenza di questo tipo, devo inventare qualcosa di nuovo in tempo. Ed è il panico.
Nel mio caso, il risultato è la procrastinazione. Se il compito richiede fantasia e ingegno, non riesco a mettermi subito a scrivere, o a pensare. Quando la scadenza è relativamente lontana mi convinco di avere tutto il tempo e - anzi - posso farmi venire idee mentre faccio dell'altro. Peccato che il più delle volte si tratti di una scusa per rimandare: credo si tratti di un meccanismo inconscio per dimenticarmi della preoccupazione della scadenza.
E anche quando in seguito ricavo un po' di tempo da dedicare esclusivamente a questa attività, mi preparo, dichiaro le mie intenzioni, mi metto comodo e... inizio a divagare! Controllo la casella email, le news, il feed reader... e finalmente mi ravvedo e scrivo qualche parola. Soddisfatto temporaneamente il mio senso del dovere, ritorno immediatamente a ricontrollare le news. E così via finché non esaurisco il tempo a disposizione.
Non è pigrizia: è paura a tutti gli effetti.
Paura di non riuscire ad inventarsi niente, di scoprirsi inadeguati, di non arrivare in tempo.
La procrastinazione è infatti il meccanismo di difesa del cervello, che cerca di posticipare gli eventi spiacevoli.
E' un peccato perché - a differenza di un secolo fa - ogni lavoro degno di questo nome oggi è creativo e non meccanico. Il successo lo ottiene chi fa qualcosa di diverso e non chi esegue più velocemente una serie di passaggi predefiniti.
Quindi vale sicuramente la pena di impegnarsi a superare questo limite per sfruttare al meglio le possibilità dei nostri tempi:
Come ho risolto?
Ci sto ancora lavorando, però ho già individuato alcune buone abitudini.
Innanzitutto imparare a consegnare.
Darsi un po' di tempo per eseguire il lavoro e, alla sua scadenza, consegnare. Non illudersi di avere un tempo infinito. Se anche avessi un mese di tempo, inizio subito e ci dedico due ore. Tra due ore consegno. Punto.
Se il lavoro è più articolato, posso invece decidere di dedicargli quotidianamente una quantità di tempo definita, ma ogni giorno devo avere un obiettivo e sforzarmi di raggiungerlo.
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venerdì 20 gennaio 2012
Cerca un buon maestro
Vuoi eccellere in qualcosa? Vuoi padroneggiare una nuova abilità? Vuoi raggiungere un obiettivo importante?
Cercati un buon maestro.
Può essere un maestro, un insegnante, un guru, un allenatore o un semplice modello secondo l'obiettivo che ti sei prefissato.
Ma dev'essere eccezionale.
La maggior parte degli insegnanti è mediocre o nella media. Anzi, devo ammettere che in quasi tutti i campi in cui mi sono cimentato, il 90% di chi insegna (o pretende di insegnare) ricade nella fascia da mediocre a decente.
Non è facile trovare il giusto insegnante o il modello ideale da imitare. Ma tu non puoi certo accontentarti di un insegnante "decente": tu vuoi un insegnante fantastico. Tra l'altro, ricordati che l'insegnamento è una capacità diversa rispetto all'esecuzione: un bravo violinista non è necessariamente un buon insegnante; il campione mondiale di maratona non è per forza un buon allenatore.
Quindi, ricordati di giudicare un insegnante in base alle capacità di insegnamento, e non solo alle abilità nella materia insegnata.
Cercati un buon maestro.
Può essere un maestro, un insegnante, un guru, un allenatore o un semplice modello secondo l'obiettivo che ti sei prefissato.
Ma dev'essere eccezionale.
La maggior parte degli insegnanti è mediocre o nella media. Anzi, devo ammettere che in quasi tutti i campi in cui mi sono cimentato, il 90% di chi insegna (o pretende di insegnare) ricade nella fascia da mediocre a decente.
Non è facile trovare il giusto insegnante o il modello ideale da imitare. Ma tu non puoi certo accontentarti di un insegnante "decente": tu vuoi un insegnante fantastico. Tra l'altro, ricordati che l'insegnamento è una capacità diversa rispetto all'esecuzione: un bravo violinista non è necessariamente un buon insegnante; il campione mondiale di maratona non è per forza un buon allenatore.
Quindi, ricordati di giudicare un insegnante in base alle capacità di insegnamento, e non solo alle abilità nella materia insegnata.
giovedì 19 gennaio 2012
Sopravvivere con il cuore spezzato
... e così la tua donna ti ha lasciato; improvvisamente o dopo diversi segnali che - ovviamente - tu non hai colto.
Che fosse tua moglie o l'amante, una storia iniziata da poco o su cui avevi investito molto, che tu sia un ragazzino o più attempato: se ora ti senti a terra, ci sono alcune regole generali che ti aiuteranno a sopravvivere e a far guarire il tuo "cuore spezzato" più rapidamente e senza imbarazzanti strascichi.
Sopravvivi
Questo è l'unico obiettivo a cui puoi puntare durante i primi giorni.
Sarai a terra, distrutto, e non riuscirai a fare altro; perciò meglio rassegnarsi subito. Gli ordini per i primi giorni sono semplici: limitati a non fare sciocchezze. Anzi: nel dubbio non fare proprio niente. Non andare al lavoro, a scuola o dove ti rechi di solito. Prenditi il tuo tempo per superare la botta.
Tra l'altro, questo ti eviterà di imbatterti in chi ti ha spezzato il cuore... e questo ci porta direttamente al secondo punto.
Non cercarla
Se sei stato lasciato, a parte la rabbia che potresti provare, sicuramente una delle cose che più desideri in questo momento è che la tua (ex) donna ci ripensi e che possiate proseguire la vostra storia.
Probabilmente sei convinto che dovresti chiamarla, parlarle, vederla, per darle l'occasione di ripensarci. Senza contare che sicuramente ti manca e vorresti risentire la sua voce.
Per non parlare delle spiegazioni: se non altro, ti deve delle spiegazioni. Tu devi assolutamente chiederle se c'è un altro, se è un problema di sesso, di "quella volta che".
Lascia perdere.
Davvero: lascia perdere.
Non puoi che peggiorare la situazione, cercandola. Starai peggio. Soffrirai di più e non otterrai niente.
Inoltre, se c'è una remota possibilità che la vostra relazione continui o diventiate amici, la rovinerai definitivamente.
Fai esercizio cardiovascolare
Corri, nuota, pedala, fai sci di fondo, aerobica o qualunque cosa in grado di rinforzarti cuore e polmoni.
Non sottovalutare questo consiglio: dopo un'attività aerobica, le endorfine ti drogano e ti fanno sentire meglio. Ti consente di convogliare le tue energie negative in qualcosa di buono e utile per la tua salute. Inoltre, pianificare un'attività fisica quotidiana ti aiuta a costruire nuove routine e abitudini.
Hai mai pensato di iniziare a seguire una tabella di allenamento per correre una maratona?
Comprati "un giocattolo"
I bambini hanno i loro giocattoli, tu sei adulto (vero?) e hai i tuoi. Un gadget elettronico, uno smart phone, un tablet, un PC, un'auto, una moto, una bici da corsa. Scegli secondo le tue passioni e le tue disponibilità economiche, ma in questo momento hai bisogno di una "carezza".
Evitala
Se vederla (o sentirla) suscita in te emozioni negative o ti mette in agitazione, cerca di evitarla. Non c'è niente di male nel cercare di stare meglio e fuggire le situazioni che ti mettono in crisi.
E, se proprio la incroci, comportati da persona adulta.
Scaccia il suo pensiero
Questo va di pari passo con il consiglio precedente: è inutile soffrire per niente.
Nei primi tempi sarà naturale, per il tuo cervello, andare con il pensiero alla donna che ti ha spezzato il cuore, arrovellarti per cercare indizi nei suoi comportamenti e crogiolarti inutilmente nei ricordi.
Non farlo. Sii consapevole di quali pensieri sta producendo la tua mente, e fermali.
Non hai bisogno di quei ricordi: non aver paura di dimenticarli e farli svanire, scacciandoli.
Meno ti tornerà alla mente, meglio starai. E meno incubi avrai la notte.
Stai con gli amici
Ha bisogno di spiegazione?
Cerca però di non rendergli la vita impossibile con la tua depressione: tu stai soffrendo molto, ma gli amici hanno già i loro problemi, non vogliono sicuramente intorno qualcuno che non fa altro che lamentarsi.
...ma soprattutto:
Non fare lo sfigato
Non insultare nessuno, non scrivere email odiose e non diventare un patetico stalker.
Coraggio, ce la puoi fare.
Tra un po' di tempo, ci riderai sopra. Te lo garantisco.
Che fosse tua moglie o l'amante, una storia iniziata da poco o su cui avevi investito molto, che tu sia un ragazzino o più attempato: se ora ti senti a terra, ci sono alcune regole generali che ti aiuteranno a sopravvivere e a far guarire il tuo "cuore spezzato" più rapidamente e senza imbarazzanti strascichi.
Sopravvivi
Questo è l'unico obiettivo a cui puoi puntare durante i primi giorni.
Sarai a terra, distrutto, e non riuscirai a fare altro; perciò meglio rassegnarsi subito. Gli ordini per i primi giorni sono semplici: limitati a non fare sciocchezze. Anzi: nel dubbio non fare proprio niente. Non andare al lavoro, a scuola o dove ti rechi di solito. Prenditi il tuo tempo per superare la botta.
Tra l'altro, questo ti eviterà di imbatterti in chi ti ha spezzato il cuore... e questo ci porta direttamente al secondo punto.
Non cercarla
Se sei stato lasciato, a parte la rabbia che potresti provare, sicuramente una delle cose che più desideri in questo momento è che la tua (ex) donna ci ripensi e che possiate proseguire la vostra storia.
Probabilmente sei convinto che dovresti chiamarla, parlarle, vederla, per darle l'occasione di ripensarci. Senza contare che sicuramente ti manca e vorresti risentire la sua voce.
Per non parlare delle spiegazioni: se non altro, ti deve delle spiegazioni. Tu devi assolutamente chiederle se c'è un altro, se è un problema di sesso, di "quella volta che".
Lascia perdere.
Davvero: lascia perdere.
Non puoi che peggiorare la situazione, cercandola. Starai peggio. Soffrirai di più e non otterrai niente.
Inoltre, se c'è una remota possibilità che la vostra relazione continui o diventiate amici, la rovinerai definitivamente.
Fai esercizio cardiovascolare
Corri, nuota, pedala, fai sci di fondo, aerobica o qualunque cosa in grado di rinforzarti cuore e polmoni.
Non sottovalutare questo consiglio: dopo un'attività aerobica, le endorfine ti drogano e ti fanno sentire meglio. Ti consente di convogliare le tue energie negative in qualcosa di buono e utile per la tua salute. Inoltre, pianificare un'attività fisica quotidiana ti aiuta a costruire nuove routine e abitudini.
Hai mai pensato di iniziare a seguire una tabella di allenamento per correre una maratona?
Comprati "un giocattolo"
I bambini hanno i loro giocattoli, tu sei adulto (vero?) e hai i tuoi. Un gadget elettronico, uno smart phone, un tablet, un PC, un'auto, una moto, una bici da corsa. Scegli secondo le tue passioni e le tue disponibilità economiche, ma in questo momento hai bisogno di una "carezza".
Evitala
Se vederla (o sentirla) suscita in te emozioni negative o ti mette in agitazione, cerca di evitarla. Non c'è niente di male nel cercare di stare meglio e fuggire le situazioni che ti mettono in crisi.
E, se proprio la incroci, comportati da persona adulta.
Scaccia il suo pensiero
Questo va di pari passo con il consiglio precedente: è inutile soffrire per niente.
Nei primi tempi sarà naturale, per il tuo cervello, andare con il pensiero alla donna che ti ha spezzato il cuore, arrovellarti per cercare indizi nei suoi comportamenti e crogiolarti inutilmente nei ricordi.
Non farlo. Sii consapevole di quali pensieri sta producendo la tua mente, e fermali.
Non hai bisogno di quei ricordi: non aver paura di dimenticarli e farli svanire, scacciandoli.
Meno ti tornerà alla mente, meglio starai. E meno incubi avrai la notte.
Stai con gli amici
Ha bisogno di spiegazione?
Cerca però di non rendergli la vita impossibile con la tua depressione: tu stai soffrendo molto, ma gli amici hanno già i loro problemi, non vogliono sicuramente intorno qualcuno che non fa altro che lamentarsi.
...ma soprattutto:
Non fare lo sfigato
Non insultare nessuno, non scrivere email odiose e non diventare un patetico stalker.
Coraggio, ce la puoi fare.
Tra un po' di tempo, ci riderai sopra. Te lo garantisco.
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abbandono,
amore,
cuore spezzato,
endorfine
mercoledì 18 gennaio 2012
La sfida del blog
Pubblica un post ogni giorno: scegli un argomento da analizzare o un problema che sei in grado di risolvere e scrivi.
Questo ti aiuterà a migliorare le capacità di scrittura, di analisi, velocizzerà la tua mente ma soprattutto ti insegnerà a non procrastinare.
Probabilmente il tuo blog non avrà molti lettori, almeno all'inizio, e difficilmente riuscirai a guadagnare vendendo spazi pubblicitari.
Ma tu non preoccuparti: non è quello il tuo scopo. Il tuo obiettivo è quello di migliorare le tue capacità di comunicazione e di smettere di procrastinare.
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